martedì 29 marzo 2016

Sono tutti Project Manager

La disciplina del Project Management necessita di un grande equilibrio tra hard skills e soft skills. Personalmente (però) tendo sempre a spostare la bilancia verso le competenze meno tecniche del lavoro, ma che riguardano soprattutto la gestione delle persone. Le soft skills come leadership, motivazione, gestione dei conflitti, team building hanno la capacità di far arrivare le persone oltre le loro competenze specifiche e raggiungere risultati insperati.

Non siamo tutti project manager, ma in tanti diciamo di esserlo. Sono sempre molto polemico nei confronti delle definizioni, perchè vedo tanta improvvisazione e poca sostanza. Siamo il Paese del "L'ho visto fare e quindi so farlo anch'io" ed invece il ruolo del PM, al di là delle competenze tecniche (indispensabili, certe e certificate), ha necessità di campo.
Molti si sentono dei grandi capitani che guidano il vascello nella tempesta, spesso non sanno nemmeno nuotare e dietro le spalle al massimo hanno guidato due stagisti.

Attenti a saper riconoscere un PM
. Secondo la mia esperienza il PM impara a forza di testate contro il muro, di errori anche o se ha la fortuna di avere accanto un PM senior, per osmosi. Il passaggio di capacità gestionale avviene respirando l'aria nella stessa stanza, soffrendo delle stesse ansie e risolvendo gli stessi quesiti.

I corsi e le certificazioni (che servono eccome) trasmettono competenze, metodi, strategie, ma non si può in qualche ora di corso insegnare a gestire un progetto. Occorre il campo e la capacità e la sensibilità di osservare ed immagazzinare informazioni nel tempo.

Un buon PM deve saper fare il fuoco con la legna che ha.
Le aziende in ogni settore stanno capendo la necessità di avere una figura di  Project Management e chi non ve lo presenta come primo interlocutore, non risolverà i vostri problemi, ma li aumenterà.


 +Giuliano Ciari
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