martedì 15 novembre 2016

Come possono evolvere gli INFO POINT

Oggi giorno la promozione territoriale è passata dalle Province agli uffici comunali, agli enti socio-culturali, se non a singoli soggetti attivi sul territorio. Nonostante questo regresso sistemico e nonostante la crisi occorre investire per traformare ed innovare gli INFO POINT, che ormai sono un sistema superato e incapace di rispondere alla domanda.


Il classico INFO POINT è l'accoglienza turistica, che serve per dare le informazioni necessarie per visitare e per soggiornare. Ma ormai con la rete, queste informazioni il turista le conosce ben prima di arrivare in loco.

Quindi occorre essere presenti già nella prima fase di ricerca delle informazioni, ovvero essere presenti in rete. Il ruolo cambia e non si può semplicemente erogare informazioni in loco, ma bisogna essere dinamici e fare promozione del territorio.

Occorre essere presenti quando il visitatore potenziale cerca.

Il valore aggiunto dell’info pointer (colui che gestisce) sta nella sua approfondita conoscenza del territorio, nella sua capacità di creare community e nella sua capacità di dialogare e proporre contenuti. Tutto deve avvenire via web, sui siti, sui social e sui blog. Quindi l'info point diventa un catalizzatore di informazioni, una banca dati della domanda e dell’offerta, in grado di valorizzare le eccellenze locali e di proporle in modo aggiornato ed accativante.

L'info point istituzionale deve mantenere e garantire la propria autorevolezza nei confronti del mercato, con una propria rete privilegiata, selezionata, accreditata e qualificata di referenti. Autorevolezza, qualità e attendibilità dell’informazione sono gli elementi chiave su cui deve costruire il proprio nuovo ruolo l’informatore turistico. Ma ancor prima di tutto comunicare nella lingua digitale del potenziale utente, rispondere alle sue domande attraverso quegli stessi strumenti digitali (post, e-mail, chat, sms) che sono di uso quotidiano.

+Giuliano Ciari
www.pcplanet.it
www.art-museum.it
www.webmatico.it



mercoledì 14 settembre 2016

A cosa può servire la Realtà Aumentata?

Quantità e qualità di info senza paragoni
Nel nostro percorso di studio e sviluppo di Interfacce Naturali (NUI) e sul design di interfaccia, abbiamo cominciato ad applicare i principi di Realtà Aumentata (AR) nel contesto di un museo

Quando un visitatore entra in un museo questo tipo di tecnologia, può diventare il valore aggiunto per migliorare l'esperienza contestuale. Un'opera esposta può essere arricchita, contestualizzata, spiegata e resa "più emozionale"con informazioni multimediali, che diversamente dovrebbero essere fruite separatamente.

Il museo diventa un contenitore integrato, un vero e proprio hub culturale e interattivo. Ad esempio abbiamo pensato ad un APP museale, che semplicemente inquadrando l'opera con un tablet o un telefono, genera layer con testi, approfondimenti multimediali, gallerie fotografiche, collegamenti, presentazioni, con la possibilità di inviare dati ad un proprio account.

Come possiamo applicare la Realtà Virtuale in un museo?

  • Consultare cataloghi virtuali;
  • Possibilità di confrontare un’opera con un’altra;
  • Ricostruire reperti in 3D;
  • Creare scenari virtuali;
  • Contestualizzare ed ottenere dettagli importanti;
  • Creare dei percorsi tematici;
  • Spiegare il reperto o l'opera;
Il museo diventa così una vera esperienza multimediale e siamo solo all'inizio.

+Giuliano Ciari
Project Manager per
Keyweb
Pc Planet
Art-Museum
 





mercoledì 3 agosto 2016

Come ingannare INSTAGRAM e il suo nuovo algoritmo

Il cambio di algoritmo di Instagram ti ha preoccupato? 
Hai già capito quale tattica usare per migliorare la tua visibilità nei feed di Instagram?

Andiamo a vedere come quattro delle aziende di maggior successo su Instagram, hanno risposto al cambiamento dell'algoritmo e in che modo la tua attività/azienda può fare lo stesso e copiare i segreti.


#1 Creare link specifici nella campagna Instagram


Ben & Jerry's
ha un bellissimo profilo Instagram, molto divertente e colorato.
Sono una delle aziende più creative e coraggiose sul mercato ed il loro account Instagram è ben studiato. La loro risposta al cambiamento dell'algoritmo è stato quello di raddoppiare lo sforzo e focalizzarsi sulla passione per il loro prodotto e un'ottima promozione cross-platform.Instagram non è una grande piattaforma per la vendita e post con un linguaggio promozionale stonano, ma è possibile catturare gente che vada sul tuo sito web e allora vendere.Ben & Jerry's fa questa azione in ogni singolo post con un invito all'azione (Call to action) come
"clicca sul link nel nostro profilo per vedere..". Questi collegamenti , anche nella bio di Instagram fanno si che si possano generare vendite e contatti sullo shop.

Per sviluppare la strategia marketing di Ben & Jerrys'  nel proprio Instagram, quindi, assicurati di aggiungere sempre una CTA in ogni post.


#2 Attingere dalle esperienze degli utenti e fare storytelling


Il profilo Instagram di REI è un esempio di un brand che cura molto le immagini e cattura le storie individuali della vita all'aria aperta. I
l loro target di mercato sono spesso i fotografi amatoriali e sfruttando la voglia del pubblico di essere protagonista con le proprie foto, ha creato un grande seguito su Instagram (1,2 mil di followers).Dal quando Instagram ha aggiornato l'algoritmo, hanno aggiunto un nuovo aspetto nella loro azione di marketing: le storie generate dagli utenti. Le storie sono incredibilmente utili quando vengono usate per catturare seguaci sui social media. Ancora più preziosi sono i racconti scritti dai vostri clienti e seguaci, perché queste storie creano una comunità ed abbattono il muro tra azienda e consumatore.

 

Per iniziare a utilizzare la tattica di REI, inizia a cercare/creare gli hashtag relativi al prodotto, al mercato ed al target. Quando trovi Instagrammers legati alla tua attività, contattali, corteggiali e chiedigli di seguirti.
#3 Inserire gli argomenti di tendenza nei post

Il profilo Instagram dei Seattle Seahawks è un esempio di enorme investimento di soldi sul social media marketing (non a caso il proprietario è Paul Allen).
La loro azione è di mettere in evidenza i giocatori, i tifosi e gli allenatori. Lavorano con gli appassionati e i tifosi per creare personaggi/eroi positivi.
Recentemente, hanno cominciato ad incorporare argomenti popolari nei post. Ad esempio, per creare eccitazione nei fans nella prossima stagione, hanno incollato i volti dei nuovi giocatori sui personaggi di Star Wars con l'hashtag #SeahawksDraft. Grande idea.

 

Non è necessario un budget infinito di marketing, come quello di una squadra NFL per creare contenuti in linea con il trend del momento.
Cerca di attingere da vacanze, stagioni, film popolari, meteo, traffico, giorni della settimana e così via. Non è così difficile.



#4 includere video e campagne con uno specifico hashtagIl basket NBA è  per eccellenza lo sport degli highlights, ogni azione si presta a questo. Quindi non è una sorpresa che il video breve sia una componente fondamentale nei loro post e l'account Instagram è più della metà, popolato da video.Ci sono molti modi per pubblicare un video che si distingua ed abbia successo su Instagram. Ad esempio, è possibile utilizzare l'app Boomerang di Instagram, per creare un loop divertente per condividere frammenti di vita aziendale. Oppure si può fare il classico dietro le quinte aziendale e mostrare nicchie nascoste e divertenti dell'ufficio. Registrare brevi interviste ai colleghi, al tuo capo, ai clienti, oppure filamre un compleanno o un afesta interna o un venerdì pomeriggio di "scazzo".
Usa la fantasia
!



Ricordati solo di fare video brevi, 30-40 secondi.
Quando li pubblichi, aggiungi tanti hashtags attinenti e di tendenza per diffondere la portata del video. Se è in atto una campagna di vendita particolare, crea un hashtag ad hoc e utilizzalo sempre nei post successivi.


+Giuliano Ciari
Pc Planet Srl

www.keyweb.it

#marketing #keyweb #socialmedia #instagram















martedì 29 marzo 2016

Sono tutti Project Manager

La disciplina del Project Management necessita di un grande equilibrio tra hard skills e soft skills. Personalmente (però) tendo sempre a spostare la bilancia verso le competenze meno tecniche del lavoro, ma che riguardano soprattutto la gestione delle persone. Le soft skills come leadership, motivazione, gestione dei conflitti, team building hanno la capacità di far arrivare le persone oltre le loro competenze specifiche e raggiungere risultati insperati.

Non siamo tutti project manager, ma in tanti diciamo di esserlo. Sono sempre molto polemico nei confronti delle definizioni, perchè vedo tanta improvvisazione e poca sostanza. Siamo il Paese del "L'ho visto fare e quindi so farlo anch'io" ed invece il ruolo del PM, al di là delle competenze tecniche (indispensabili, certe e certificate), ha necessità di campo.
Molti si sentono dei grandi capitani che guidano il vascello nella tempesta, spesso non sanno nemmeno nuotare e dietro le spalle al massimo hanno guidato due stagisti.

Attenti a saper riconoscere un PM
. Secondo la mia esperienza il PM impara a forza di testate contro il muro, di errori anche o se ha la fortuna di avere accanto un PM senior, per osmosi. Il passaggio di capacità gestionale avviene respirando l'aria nella stessa stanza, soffrendo delle stesse ansie e risolvendo gli stessi quesiti.

I corsi e le certificazioni (che servono eccome) trasmettono competenze, metodi, strategie, ma non si può in qualche ora di corso insegnare a gestire un progetto. Occorre il campo e la capacità e la sensibilità di osservare ed immagazzinare informazioni nel tempo.

Un buon PM deve saper fare il fuoco con la legna che ha.
Le aziende in ogni settore stanno capendo la necessità di avere una figura di  Project Management e chi non ve lo presenta come primo interlocutore, non risolverà i vostri problemi, ma li aumenterà.


 +Giuliano Ciari
Pc Planet Srl

www.pcplanet.it

www.keyweb.it
www.freelandia.it
www.art-museum.it
www.webmatico.it
 

domenica 3 gennaio 2016

La comunicazione museale


I musei non sono un fine in se stessi, ma un mezzo al servizio dell’umanità.

Questa affermazione di Alma Wittlin (luminare in tema di musei) è valida non solo per i musei, ma per tutti i beni culturali, in quanto fonte di pensiero, esperienza, sensazioni (in una parola di conoscenza) e portatori di valore, non solo culturale, ma sociale, proprio in quanto produttori e generatori di sensi.

Il museo per farla breve è espressione (sociale, culturale, economica) di un territorio ed è ad esso indissolubilmente legato come memoria del passato, cemento del presente e carburante per il futuro.

Le analisi dei visitatori di musei, mostre e aree archeologiche conferma come la maggior parte della popolazione sia di fatto esclusa da questo tipo di funzione per motivi che possono essere riconducibili a barriere ed ostacoli che impediscono l'accesso in senso fisico, economico, ma anche e soprattutto culturale.

Gli strumenti della comunicazione che il museo usa al proprio interno per veicolare il contenuto informativo della sua collezione, sono fondamentali per riuscire a creare (o a ricreare) quel legame tra cittadini/visitatori e patrimonio culturale.

Il MiBAC, leggendo il suo Atto di indirizzo sui criteri tecnico scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei, fa un esplicito riferimento nei "Rapporti con il pubblico e relativi servizi” al fatto che "i musei affiancano al dovere della conservazione del proprio patrimonio, la missione, rivolta a varie e diversificate fasce di utenti, di renderne possibile la fruizione a scopo educativo, culturale, ricreativo e altro ancora".

I meccanismi che permettono di tradurre concretamente in prassi i principi teorici enunciati nella normativa sono i seguenti:

  1. Accesso (fisico, economico e culturale); 
  2. Partecipazione (ai processi creativi e decisionali); 
  3. Rappresentazione di più culture all'interno delle istituzioni culturali.
Ma questi, che sono poi obiettivi, non sono perseguibili senza uno studio del territorio di riferimento e soprattutto senza un rapporto di scambio e di conoscenza dei visitatori e dei loro bisogni.

Inoltre, nei progetti museali, sottolineo sempre la necessità di avviare dei canali di comunicazione con le altre istituzioni territoriali, in modo da cercare di far superare al Museo quel limite psicologico e conoscitivo, che a volte lo isola dal resto della società. 

Project Manager Pc Planet