mercoledì 18 dicembre 2013

Addio alla keyword density. E ora che succede?

Poche certezze sul seo, ma il parametro keyword density nel testo era una di queste. La densità lascia il posto ai logaritmi secondo il modello WDF*IDF.

Come funziona?
WDF*IDF è un modello di classificazione dei documenti in base alle parole che sono contenute. L’analisi WDF*IDF è una teoria matematica che permette di catalogare dei documenti in ordine di rilevanza rispetto ad una chiave contenuta. Il suo ideatore è Gerald Salton, che inizia a parlarne per la prima volta con un modello di analisi vettoriale degli spazi all’inizio degli anni '70.

Il modello WDF*IDF si basa su:
  • WDF (Within Document Frequency), la frequenza di utilizzo di una certa parola all’interno di un documento rispetto al numero totale di parole presenti.
     
  • IDF (Inverse Document Frequency), la pertinenza di una parola nel documento in cui è riportata rispetto ad un gruppo di documenti che riportano la stessa parola.
Il modello rappresenta i documenti di testo come vettori in uno spazio n-dimensionale. Lo scalare di ciascun vettore rappresenta il peso della parola nel documento. Altri vettori generati sulla base di altri documenti che indicano la stessa direzione per quella parola-chiave sono verosimilmente simili al documento originale.

Quindi traducendo il tutto in termini di ottimizzazione SEO di una pagina web, la novità è che questo modello vettoriale mette in evidenza l’importanza della parola nel contesto e della sua ripetizione a raffica se ne frega.

Saranno questi i contenuti di qualità di cui si parla costantemente?

@ipergiux
www.keyweb.it


mercoledì 11 dicembre 2013

Reputazione online e word-of-mouth: come influenzano il business



word-of-mouth

I concetti di reputazione online e di word-of-mouth sono ormai diffusi e tutti si trovano ad averci a che fare, più o meno consapevolmente. La reputazione online è l’insieme di tutto ciò che viene detto sul web in merito ad una certa azienda o a un determinato brand, mentre il word-of-mouth, o passaparola digitale, è il modo in cui viene definita la trasmissione delle informazioni attraverso reti sociali, o social.
Un errore che ancora troppo spesso viene commesso è quello di trascurare questi elementi, di non dar loro il dovuto peso e la giusta cura, non considerandoli come elementi di una corretta strategia di web marketing e come fattori fondamentali per la crescita del proprio business.

Per capire come e quanto la reputazione online e il word-of-mouth siano importanti, è sufficiente dare uno sguardo ai dati, che possono dire più di tante parole, e commentarli alla luce degli atteggiamenti che sarebbe giusto legare alle informazioni che offrono.
1-      Il 67% dei consumatori compra con più facilità un prodotto se lo trova attraverso la ricerca online.
Questo è quanto emerge dal report Nielsen diffuso a febbraio 2013. Ciò significa che non è sufficiente vendere un prodotto o un servizio: bisogna fare in modo che se ne parli, far sì che si conosca. Prima erano i consumatori a cercare le aziende, ora sono le aziende che devono farsi trovare, utilizzando i canali che i consumatori preferiscono. Essere parte attiva del word-of-mouth è il modo migliore per utilizzarlo.
2-      Il 94% degli online shopper italiani si informa prima di procedere ad un acquisto.
Il dato è stato raccolto nel European Digital Behaviour Study 2013 e dimostra che i consumatori sono sempre più smart, sempre più intenzionati a studiare con attenzione il loro percorso di acquisto e a ottimizzarlo, rendendolo il più possibile sicuro e adeguato alle loro reali esigenze. Ciò che di un brand si dice e si legge sul web influenza i suoi potenziali clienti, che non tralasceranno di informarsi sulla sua reputazione online prima di sceglierlo.
3-      Il 67% di chi compra online si informa sul sito del brand.
Anche questo dato si legge nel European Digital Behaviour Study 2013. Il suo significato è chiaro: il sito aziendale deve essere curato, in quanto è la prima vetrina che si ha a disposizione e deve quindi essere utilizzato per comunicare ai consumatori dei messaggi chiari. La comunicazione non avviene solo attraverso i testi, ma anche attraverso lo stile, gli strumenti e le informazioni offerti e tutto quanto va a comporre il sito nella sua interezza. Ciò che diciamo influenza l’opinione che gli altri hanno di noi, ossia la nostra reputazione: lo stesso vale sul web.
4-      Il 53% di chi compra online si informa attraverso articoli e post.
Il report Nielsen mette in chiaro un’altra verità: chi pensa che la produzione di contenuti per il web sia una inutile perdita di tempo, sbaglia. Più contenuti vengono diffusi, sparsi e ottenuti sul web, più si ha la possibilità che gli utenti leggano quelli e non altro materiale su cui il brand non ha alcun controllo e che potrebbe essere addirittura controproducente. Quello che gli altri dicono di noi contribuisce a creare la nostra reputazione, anche online.
5-      Il 57% degli utenti cerca feedback su siti specializzati e il 47% su forum e blog.
Siamo nel momento d’oro dei contenuti generati dagli utenti: valutati da Google come prioritari per ottenere un buon posizionamento nella SERP, sono premiati dagli utenti stessi, che spesso li prediligono quando svolgono delle ricerche prima di effettuare un acquisto. Ascoltare ciò che i clienti hanno da dire, suscitare i loro commenti, monitorare i loro feedback e gestire le loro recensioni con professionalità consente non solo di avere subito chiari punti di forza e di debolezza del servizio che si offre, ma anche di sfruttare un canale importante di comunicazione e di essere dentro il word-of-mouth.

Se è vero che non esistono formule magiche per garantirsi il successo, è anche vero che ci sono buone norme che è bene tenere presenti e prestare il giusto ascolto alle voci che si levano sul web è senza dubbio una di queste: controllare la propria reputazione online, essere aggiornati su quello che viene detto sul proprio brand e sul suo settore di riferimento porterà ad una consapevolezza fondamentale per veder crescere il proprio business.

Cristina Bazzoni

Radiant Orchid, color of the year 2014


A desire for relaxing, freshness, purity and graphic contrast.

Color of the year 2014
Pantone 18-3224.

A desire for freshness, purity and graphic contrast. 

Creative factory in Sardinia 
http://www.keyweb.it/grafica-comunicazione-sardegna


 

mercoledì 4 dicembre 2013

Sai far crescere il tuo blog?

La fase uno
Come in qualsiasi cosa partire da zero è difficile. Ottenere un minimo di visibilità è complesso, visto il marasma dell'offerta disponibile. Mashable ad esempio, ha basato la propria crescita, commentando sul altri blog. Altri hanno saputo sfruttare la propria lista contatti, per inviare e-mail e creare attenzione al proprio sito/blog. Altro modo per ingrossare la propria community online è utilizzare il pay per clic su Facebook e Google, convogliando il cliccante direttamente sul blog o su una landing page realizzata su misura per raccogliere l’email. Nel caso della landing page, invogliare l'utente a lasciare i suoi dati con un premio, come un e-book o un buono sconto, può essere la chiave vincente. Scrivere sul blog, dando per scontato che si abbia un minimo di esperienza in copywriting, necessita poi di farlo sapere a qualcuno. Quindi utilizzare i social network per condividere o un mailing per comunicarlo alla propria lista di contatti, è uno step fondamentale.


La fase due
Una volta che hai raggiunto un consistente core di traffico e Google ti attribuisce un minimo di web authority, potresti prendere in considerazione l'acquisto di altri blog per accrescere ulteriormente il numero dei fedelissimi e puntare alla pubblicità di settore. Fare stime generaliste è sempre sbagliato, ma un blog da 50.000 visitatori/mese ha un valore intorno ai 5-10k Euro. Ovviamente esiste un costo in base alla capacità di monetizare del blog, che può essere in entrate fisiche, ma anche in termini di data base utenti altamente profilati.

I contenuti del blog
I contenuti buoni sono condizione necessaria, ma non sufficiente. Scrivi buoni contenuti e non ottieni visite, scrivi pessimi contenuti e di sicuro non avrai visite, ma non solo. Aumenterà il bouncing (entro ed esco subito) e verrai penalizzato dai motori di ricerca, perdendo authority, link e sharing.

Una seria strategia per il blog
A lungo termine un blog deve sempre concentrarsi sulla qualità. Perchè entro costantemente in un blog? Perchè ottengo news interessanti, perchè mi aggiorno, perchè trovo lì qualcosa di diverso, perchè il linguaggio è meno autorale di una testata giornalistica, perchè è alternativo.

"La qualità la dobbiamo ridefinire noi. Non è lo scrivere bene, è trovare un modo di scrivere."

Poi ci sono le call-to-action on page e on site. Ci sono "trucchi" più o meno subdoli per ottenere iscrizioni, registrazioni, e-mail, like, plus, pin; tutti stratagemmi utili a fidelizzare in qualche modo il lettore. Ecco perchè occorre ottimizzare un blog per poter crescere, più o meno velocemente.

Creare un blog è anche troppo facile.
www.keyweb.it