mercoledì 18 dicembre 2013

Addio alla keyword density. E ora che succede?

Poche certezze sul seo, ma il parametro keyword density nel testo era una di queste. La densità lascia il posto ai logaritmi secondo il modello WDF*IDF.

Come funziona?
WDF*IDF è un modello di classificazione dei documenti in base alle parole che sono contenute. L’analisi WDF*IDF è una teoria matematica che permette di catalogare dei documenti in ordine di rilevanza rispetto ad una chiave contenuta. Il suo ideatore è Gerald Salton, che inizia a parlarne per la prima volta con un modello di analisi vettoriale degli spazi all’inizio degli anni '70.

Il modello WDF*IDF si basa su:
  • WDF (Within Document Frequency), la frequenza di utilizzo di una certa parola all’interno di un documento rispetto al numero totale di parole presenti.
     
  • IDF (Inverse Document Frequency), la pertinenza di una parola nel documento in cui è riportata rispetto ad un gruppo di documenti che riportano la stessa parola.
Il modello rappresenta i documenti di testo come vettori in uno spazio n-dimensionale. Lo scalare di ciascun vettore rappresenta il peso della parola nel documento. Altri vettori generati sulla base di altri documenti che indicano la stessa direzione per quella parola-chiave sono verosimilmente simili al documento originale.

Quindi traducendo il tutto in termini di ottimizzazione SEO di una pagina web, la novità è che questo modello vettoriale mette in evidenza l’importanza della parola nel contesto e della sua ripetizione a raffica se ne frega.

Saranno questi i contenuti di qualità di cui si parla costantemente?

@ipergiux
www.keyweb.it


mercoledì 11 dicembre 2013

Reputazione online e word-of-mouth: come influenzano il business



word-of-mouth

I concetti di reputazione online e di word-of-mouth sono ormai diffusi e tutti si trovano ad averci a che fare, più o meno consapevolmente. La reputazione online è l’insieme di tutto ciò che viene detto sul web in merito ad una certa azienda o a un determinato brand, mentre il word-of-mouth, o passaparola digitale, è il modo in cui viene definita la trasmissione delle informazioni attraverso reti sociali, o social.
Un errore che ancora troppo spesso viene commesso è quello di trascurare questi elementi, di non dar loro il dovuto peso e la giusta cura, non considerandoli come elementi di una corretta strategia di web marketing e come fattori fondamentali per la crescita del proprio business.

Per capire come e quanto la reputazione online e il word-of-mouth siano importanti, è sufficiente dare uno sguardo ai dati, che possono dire più di tante parole, e commentarli alla luce degli atteggiamenti che sarebbe giusto legare alle informazioni che offrono.
1-      Il 67% dei consumatori compra con più facilità un prodotto se lo trova attraverso la ricerca online.
Questo è quanto emerge dal report Nielsen diffuso a febbraio 2013. Ciò significa che non è sufficiente vendere un prodotto o un servizio: bisogna fare in modo che se ne parli, far sì che si conosca. Prima erano i consumatori a cercare le aziende, ora sono le aziende che devono farsi trovare, utilizzando i canali che i consumatori preferiscono. Essere parte attiva del word-of-mouth è il modo migliore per utilizzarlo.
2-      Il 94% degli online shopper italiani si informa prima di procedere ad un acquisto.
Il dato è stato raccolto nel European Digital Behaviour Study 2013 e dimostra che i consumatori sono sempre più smart, sempre più intenzionati a studiare con attenzione il loro percorso di acquisto e a ottimizzarlo, rendendolo il più possibile sicuro e adeguato alle loro reali esigenze. Ciò che di un brand si dice e si legge sul web influenza i suoi potenziali clienti, che non tralasceranno di informarsi sulla sua reputazione online prima di sceglierlo.
3-      Il 67% di chi compra online si informa sul sito del brand.
Anche questo dato si legge nel European Digital Behaviour Study 2013. Il suo significato è chiaro: il sito aziendale deve essere curato, in quanto è la prima vetrina che si ha a disposizione e deve quindi essere utilizzato per comunicare ai consumatori dei messaggi chiari. La comunicazione non avviene solo attraverso i testi, ma anche attraverso lo stile, gli strumenti e le informazioni offerti e tutto quanto va a comporre il sito nella sua interezza. Ciò che diciamo influenza l’opinione che gli altri hanno di noi, ossia la nostra reputazione: lo stesso vale sul web.
4-      Il 53% di chi compra online si informa attraverso articoli e post.
Il report Nielsen mette in chiaro un’altra verità: chi pensa che la produzione di contenuti per il web sia una inutile perdita di tempo, sbaglia. Più contenuti vengono diffusi, sparsi e ottenuti sul web, più si ha la possibilità che gli utenti leggano quelli e non altro materiale su cui il brand non ha alcun controllo e che potrebbe essere addirittura controproducente. Quello che gli altri dicono di noi contribuisce a creare la nostra reputazione, anche online.
5-      Il 57% degli utenti cerca feedback su siti specializzati e il 47% su forum e blog.
Siamo nel momento d’oro dei contenuti generati dagli utenti: valutati da Google come prioritari per ottenere un buon posizionamento nella SERP, sono premiati dagli utenti stessi, che spesso li prediligono quando svolgono delle ricerche prima di effettuare un acquisto. Ascoltare ciò che i clienti hanno da dire, suscitare i loro commenti, monitorare i loro feedback e gestire le loro recensioni con professionalità consente non solo di avere subito chiari punti di forza e di debolezza del servizio che si offre, ma anche di sfruttare un canale importante di comunicazione e di essere dentro il word-of-mouth.

Se è vero che non esistono formule magiche per garantirsi il successo, è anche vero che ci sono buone norme che è bene tenere presenti e prestare il giusto ascolto alle voci che si levano sul web è senza dubbio una di queste: controllare la propria reputazione online, essere aggiornati su quello che viene detto sul proprio brand e sul suo settore di riferimento porterà ad una consapevolezza fondamentale per veder crescere il proprio business.

Cristina Bazzoni

Radiant Orchid, color of the year 2014


A desire for relaxing, freshness, purity and graphic contrast.

Color of the year 2014
Pantone 18-3224.

A desire for freshness, purity and graphic contrast. 

Creative factory in Sardinia 
http://www.keyweb.it/grafica-comunicazione-sardegna


 

mercoledì 4 dicembre 2013

Sai far crescere il tuo blog?

La fase uno
Come in qualsiasi cosa partire da zero è difficile. Ottenere un minimo di visibilità è complesso, visto il marasma dell'offerta disponibile. Mashable ad esempio, ha basato la propria crescita, commentando sul altri blog. Altri hanno saputo sfruttare la propria lista contatti, per inviare e-mail e creare attenzione al proprio sito/blog. Altro modo per ingrossare la propria community online è utilizzare il pay per clic su Facebook e Google, convogliando il cliccante direttamente sul blog o su una landing page realizzata su misura per raccogliere l’email. Nel caso della landing page, invogliare l'utente a lasciare i suoi dati con un premio, come un e-book o un buono sconto, può essere la chiave vincente. Scrivere sul blog, dando per scontato che si abbia un minimo di esperienza in copywriting, necessita poi di farlo sapere a qualcuno. Quindi utilizzare i social network per condividere o un mailing per comunicarlo alla propria lista di contatti, è uno step fondamentale.


La fase due
Una volta che hai raggiunto un consistente core di traffico e Google ti attribuisce un minimo di web authority, potresti prendere in considerazione l'acquisto di altri blog per accrescere ulteriormente il numero dei fedelissimi e puntare alla pubblicità di settore. Fare stime generaliste è sempre sbagliato, ma un blog da 50.000 visitatori/mese ha un valore intorno ai 5-10k Euro. Ovviamente esiste un costo in base alla capacità di monetizare del blog, che può essere in entrate fisiche, ma anche in termini di data base utenti altamente profilati.

I contenuti del blog
I contenuti buoni sono condizione necessaria, ma non sufficiente. Scrivi buoni contenuti e non ottieni visite, scrivi pessimi contenuti e di sicuro non avrai visite, ma non solo. Aumenterà il bouncing (entro ed esco subito) e verrai penalizzato dai motori di ricerca, perdendo authority, link e sharing.

Una seria strategia per il blog
A lungo termine un blog deve sempre concentrarsi sulla qualità. Perchè entro costantemente in un blog? Perchè ottengo news interessanti, perchè mi aggiorno, perchè trovo lì qualcosa di diverso, perchè il linguaggio è meno autorale di una testata giornalistica, perchè è alternativo.

"La qualità la dobbiamo ridefinire noi. Non è lo scrivere bene, è trovare un modo di scrivere."

Poi ci sono le call-to-action on page e on site. Ci sono "trucchi" più o meno subdoli per ottenere iscrizioni, registrazioni, e-mail, like, plus, pin; tutti stratagemmi utili a fidelizzare in qualche modo il lettore. Ecco perchè occorre ottimizzare un blog per poter crescere, più o meno velocemente.

Creare un blog è anche troppo facile.
www.keyweb.it





giovedì 28 novembre 2013

I fattori del SEO

www.keyweb.it, specialisti di seo
Elenco, quasi in ordine di importanza, tutti i fattori per una buona ottimizzazione SEO. Questo principalmente per spiegare i costi dei progetti SEO ai clienti, in modo che si capisca il lavoro che ci sta dietro. Un lavoro tutt'altro che da seo guru, ma da esperti analisti.

# Page Authority (PA)
# Google +1's
# Unique cblocks Linking to the Page
# Unique IPs Linking to the Page
# Root Domains Linking to the Page
# Root Domains Linking to Page with Partial Match Anchor Text
# Subdomains Linking to the Page
# Root Domains Linking to Page with Exact Match Anchor Text
# Unique cblocks Followed Links to the Page
# Unique IPs with Followed Links to the Page
# Unique Domains with Followed Links to a Page
# External Links to the Page (included Followed And Nofollowed)
# Unique Domains with Followed Links to the Subdomain
# Subdomains with Followed Links to the Subdomain
# The MozRank of the Subdomain of the URL
# External Pages Linking to Page with Partial Match Anchor Text
# Root Domains Linking to the Subdomain
# Subdomains Linking to the Subdomain
# External Pages Linking to Page with Exact Match Anchor Text
# Sum of Facebook Shares, Likes, Comment
# Domain Authority (DA)
# Juice-Passing External Links to the Page
# Facebook Shares
# MozRank of External Links with Exact Match Anchor Text
# Subdomain MozTrust
# MozRank Passed by External Links with Partial Match Anchor Text
# Followed Linking Root Domains to the Domain
# Unique IPs with Followed Links to the Domain
# Cblock with Followed Links to the Domain
# Root Domains Linking to the Domain
# Unique IPs Linking to the Domain
# Unique cblocks Linking to the Domain
# MozRank of the Root Domain
# The Portion of the Pages's MozRank Coming From External Links
# Portion Subdomain MozRank From External Links
# MozTrust of the Root Domain
# External Links (Followed And Nofollowed) to the Subdomain
# Juice-Passing External Links to the Subdomain of the URL
# Portion of Root Domain MozRank from External Links
# Page MozTrust
# Total External Links to the Root Domain
# Juice-Passing External Links to the Domain
# Facebook Comments
# Facebook Likes
# MozRank Passed by all Links with Exact Match Anchor Text
# MozRank Passed by all Links with Partial Match Anchor Text
# Links (Juice-Passing Or Not, Internal Or External) to the Page
# Combined MozRank of all Pages on the Domain
# Combined MozRank of all Pages On The Subdomain
# Total Links (including Internal And Nofollow Links) to the Domain
# Followed Links (Both Internal And External) to the Domain
# Linking Pages to Page with Exact Match Anchor Text
# Total Links (including Internal And Nofollow) to the Subdomain
# Unique Subdomains with Followed Links to the Domain
# Juice-Passing Links (Internal Or External) to the Page
# Linking Pages to Page with Partial Match Anchor Text
# Root Domains Linking to Domain with Partial Match Anchor Text
# Page MozRank
# Links to the Sub-Domain in Last 30 Days
# Tweets From Topsy
# External Pages Linking to Domain with Partial Match Anchor Text
# Full Domain Mentions in the Last 30 Days
# Pages Linking to Domain with Partial Match Anchor Text
# Links in the Last 30 Days to the Root Domain
# Mentions in the Last 30 Days of the Domain Name in FWE
# Internal Pages Linking to Domain with Partial Match Anchor Text
# Exact Match Domain
# Links in the Last 30 Days to the URL in FWE
# Internal Links on Page
# Follow Links on Page
# Body Text Similarity to Keyword (Language Model)
# Links on Page
# Root Domains Linking to Domain with Exact Match Anchor Text
# External Linking Pages with Exact Match Anchor Text
# Keyword Usage in Title Tag
# Keyword Usage in H1
# Characters in the HTML Code
# Keyword Usage in Body Text
# MozRank Passed by all Internal Links with Partial Match Anchor Text
# Internal Pages Linking to Page with Partial Match Anchor Text
# Pages Linking to Domain with Exact Match Anchor Text
# MozRank Passed by all Internal Links with Exact Match Anchor Text
# Keyword Usage in Meta Description
# Internal Pages Linking to Page with Exact Match Anchor Text
# Characters in Body Copy
# Indexed Pages On The Site in The Last 30 Days in FWE
# H1 Similarity to Keyword (Language Model)
# Title Tag Similarity to Keyword (Language Model)
# Meta Description Similarity to Keyword (Language Model)
# No Follow Links on Page
# Img Tags
# Partial Matches in Domain Name
# External Nofollow Links on Page
# Internal Pages Linking to Domain with Exact Match Anchor Text
# Partial Matches in Full URL
# Internal Nofollow Links on Page
# External Links on Page
# Keyword Usage in H2 Tag
# URL Starts with 'www'
# URL Contains an Underscore
# H2 Similarity to Keyword (Language Model)
# Page Has Schema.org Markup
# URL Contains a Query (example.com/page?id=1)
# Page Has Google+ Publisher Markup
# Total Area of All Images on Page
# Page Has Open Graph Markup
# Page Has Twitter Card Markup
# Large Images (Greater Than Or Equal to 1024X768px)
# Folder Depth of URL (# of Trailing Slashes)
# Videos On Page
# Page Contains Google+ Authorship Markup
# Google Adsense Slots in The Page
# Domain has Numbers (example123.com)
# Hyphens in Domain Name ù
# Total Area of Adsense Slots on Page
# Characters in the Title
# URL Contains Hyphens
# Total Length of the Full Domain (www.subdomain.pld.com)
# URL Length in Characters
# Response Time of Page in Seconds

 (fonte SEOmoz)

Noi
Siamo
Keyweb
Specialisti
SEO
Sardegna






mercoledì 27 novembre 2013

Io faccio keyword stuffing e me ne vanto

keyword stuffing
Keyword stuffing fino a 7-8 anni fa era una banale tecnica che funzionava alla grande. In pratica, in fase di ottimizzazione SEO, bastava ripetere decine e decine di volte nel proprio testo una parola chiave per la quale si voleva posizionare il sito web. Lo stuffing keyword è quindi una ripetizione esagerata e molto maliziosa della stesssa parola o frase chiave per indurre un motore di ricerca a considerare la nostra pagina web interessante e meritoria di posizioni di rilievo nella SERP. Questo articolo di keyword stuffing sul nostro blog  (come si sarà capito), fa esattamente uso di questa strategia di SEO, in quanto abbiamo già scritto fino a qua 5 volte la frase “keyword stuffing”.

Partiamo dall'inizio. Google cambia abbastanza spesso l'algoritmo che genera le SERP, a volte migliora la qualità dei risultati della SERP, altre volte no e fa passi indietro. Negli ultimi due mesi ho notato come Google sia spreciso nella sua analisi delle pagine e con una modifica leggera si determini una variazione troppo importante di posizione nel ranking. Per alcuni siti dei nostri clienti abbiamo notato fluttuazioni anche di 20 posizioni in una settimana, davvero troppo. Premesso che ogni campagna SEO sui siti web la effettuiamo solo con white optimization, non è pensabile che un sito che fino a ieri il motore di ricerca giudicava da 27-esima posizione, oggi sia 8° (www.infissimascia.it per infssi in Sardegna) con la home page (non con una landing ottimizzata).
Ho un unico convincimento, Google sta dando nuovamente grande importanza ai fattori OnPage e meno a quelli OnSite, con il suo nuovo algoritmo Hummingbird.
Fino a due mesi fa occorrevano siti web fortemente a tema, oggi (27-11-2013), Google ridà importanza alla singola pagina, anche decontestualizzata. Questo porta a disfunzioni nelle SERP e spesso sta finenendo in top 10, chi fa keyword stuffing come si faceva una volta. Quindi vediamo di forzare pesantemente la densità, facendo keyword stuffing. Vediamo se questo articolo di keyword stuffing avrà un seguito.

venerdì 8 novembre 2013

Landing page di tutti i tipi

Atterrare bene su una Landing Page
Si possono realizzare vari tipi di Landing Page
  1. Landing page per posizionare naturalmente (posizionamento organico) il sito web. Sono lato motore di ricerca, concentrate su una/tre keywords. Hanno lo scopo di indirizzare il navigatore su un prodotto o servizio specifico. Di solito sono ad alta densità delle parole chiave.
  2.  Landing page articolate con tante call to action che siano particolarmente esplicative, attrattive ed emozionali per spingere l'utente ad effettuare un'azione. Sono landing page di atterraggio da una campagna di pay per click.
  3. Landing page corte (visualizzabili in un'unica schermata del browser senza richiedere lo scrolling di pagina), scarne e concentrate, con una sola call to action. Sono landing di atterraggio  da DEM, banner o  link sponsorizzati. Prevale la sintesi, o la va o la spacca.
  4. Landing collegate al resto del sito web, normalmente in una sezione particolare che si aprono in pop-up o con tecniche invasive on page. Sono piuttosto efficaci nel lancio prodotto, nella raccolta indirizzi email o anche nella vendita di e-book.
  5. Landing page di atterraggio da per campagne di banner advertising con la necessità di essere snelle e brevi e sono rivolte ad utenti che arrivano per caso  che hanno bisogno di orientarsi. Hanno come prima necessità di spiegare chi siamo e cosa facciamo. Sono utili per proporre newsletter o agggiornamenti in abbonamento, che si riceve periodicamente. 
Contattaci per la realizzazione di landing page nella tua campagna di web marketing

www.keyweb.it
info@keyweb.it


mercoledì 6 novembre 2013

Non sappiamo vendere turismo, non solo in Sardegna

Londra, grande successo per la mostra su Pompei. Il British Museum ha incassato per la mostra su Pompei 11 milioni di Euro. In UK sanno vendere arte e cultura italiana, un paradosso.

Perchè non sappiamo organizzare il nostro turismo culturale? perchè non siamo organici nei piani di marketing turistici? Intanto in Sardegna e nel Meridione, il turismo va male. I dati del turismo balneare dicono che solo il 20% della massa turistica va a sud e solo il 13% del turismo straniero. La crescita del turismo passa da questi dati. Su 146 milioni di passeggeri negli aeroporti, solo un quarto va al sud.

Kuala Lumpur

Non costruiamo hotel belli, non sappiamo promuovere con piani di marketing turistici e non siamo propensi ad ascoltare le esperienze altrui. Tutti chiusi in cerchio come in un ballo sardo. Il nostro prossimo competitor sarà l'Africa del nord, vedi l'Algeria, non è una battuta, lo dicono gli analisti.

Gli hotel di tutto il mondo investono in SPA, noi le costruiamo e progettiamo per l'estero o al limite le apriamo pochi mesi all'anno, perchè vogliamo destagionalizzare.I siti web degli hotel sono scadenti, sciatti, abbandonati e spesso senza un sistema per prenotare online.

Tanti costruiscono siti web, noi realizziamo per gli hotel siti web che funzionano. 


www.keyweb.it

giovedì 31 ottobre 2013

Cosa fa Google con Hummingbird?

A differenza di quando #Google ha introdotto #Panda e #Pinguin, col chiaro intento di penalizzare i siti web, con #Hummingbird l'intento è differente. Panda e Penguin hanno colpito pesantemente keyword stuffing, spammer e tecniche di black hat SEO. Hummingbird è il nuovo algoritmo di Google che ha l’obiettivo di creare una migliore esperienza di ricerca per gli utenti. Google vuole che gli utenti ottengano le informazioni più giuste per rispondere alle loro ricerche.

Chi cerca un hotel da un dispositivo mobile, significa che si trova in quella zona, oppure c'è chi vuole soggiornare in un posto cercando dal proprio PC. Ogni richiesta su Google nasconde una necessità diversa e Hummingbird dovrà saper visualizzare risultati diversi.

Cosa cambia dal punto di vista SEO?
Hummingbird influenzerà la strategia SEO perchè non si concentra solo sulle combinazione di parole chiave, ma introduce altri parametri significativi. Hummingbird dovrebbe "capire" il significato intrinseco della ricerca, proponendo SERP con siti web che hanno i contenuti più adeguati.

"Occorre avere pagine web corrispondenti al significato, invece di pagine che abbiano corrispondenza con poche parole chiave"
. Quindi se le pagine del tuo sito web contengono solo parole chiavi, Hummingbird non lo riterrà una risorsa rilevante e di qualità. Quindi nella realizzazione di un contenuto web, occorre sempre chiedersi come posso essere utile alle persone che cercano.

Noi realizziamo campagne di SEO e voi?

www.keyweb.it

martedì 29 ottobre 2013

Il contenuto è ancora il Re del sito?

La strada per avere visitatori sul sito è una sola, dal mio punto di vista, contenuti di qualità e basta. Sono solo quelli che soddisfano davvero chi naviga (clicca e retweetta). Tutto semplice?

Non basta più.
Devi saper scrivere di pensare e creare oltre gli schemi prestabiliti, superare il blogging classico. Quando dico andare oltre parlo di inventare un contenuto facilmente assimilabile dal navigatore. Consiglio sempre di tenere presente com'è fatta un’infografica.

L’articolo e la pagina diventa un micro mondo, una sorta di piccolo e-book.

Questa è la strada per raccogliere consensi, link, like, pin, plus e condivisioni.

Garantito da www.keyweb.it

lunedì 9 settembre 2013

La formazione a distanza, e-learning questo sconosciuto

moodle è il nostro software FAD preferito
Insegnare non è un compito semplice, soprattutto se si vogliono utilizzare nuovi strumenti web e multimediali, ecco perchè keyweb vuole essere un valido supporto per i docenti che si vogliono muovere verso l'uso di questi nuovi strumenti di formazione a distanza (FAD). Voglio dare una visione chiara delle possibilità didattiche a disposizione, per poter avere la capacità di scegliere la piattaforma di formazione più adatta e aiutare un docente nella creazione del proprio corso online.
L'erogazione di questo tipo di formazione online (e-learning), implica che una persona si collega ad un sito internet che mette a disposizione corsi, slide, testi, letture, quiz, video, forum, che vertono sull'argomento della lezione del corso. Tenete sempre presente la distinzione fra:
  • I servizi di comunicazione/interazione tra le persone (forum, chat, videoconferenza, mail)
  • I servizi di presentazione dei contenuti del corso (testi, immagini, slide, video)
Quando parliamo di SCORM, ci riferiamo alle modalità (alle specifiche, alla certificazione) di costruzione dei sistemi di formazione online, appunto i FAD. Quindi per capirci la qualità didattica non è implicita in un corso che rispetti le specifiche SCORM, essendo questa una certificazione tecnica di organizzazione e-learning, che non indica nulla sulla bontà di un corso.

keyweb, grazie alla sua esperienza nel settore multimedia e web, è in grado di darti il miglior supporto possibile nella scelta di una piattaforma di e-learning, che soddisfi le tue esigenze.

www.keyweb.it
info@keyweb.it 

martedì 6 agosto 2013

Noi costruiamo torri!

iTorre è una web app all'interno del progetto multimediale
Nasce a Chia nel comune di Domus de Maria (Cagliari) la prima torre multimediale in Sardegna.

CNR, ISEM, Comune di Domus de Maria, Conservatoria delle Coste e PC Planet stanno per dare vita al progetto torre multimediale di Chia. La torre multimediale di Chia verrà inagurato il giorno 13 agosto con una cerimonia alle ore 21.

Keyweb e PC Planet hanno realizzato la parte software e hardware dell'intero progetto multimediale che permetterà ai visitatori un viaggio nel tempo dal 1453 ad oggi. Immagini, luci, suoni e filmati illustreranno la rete delle torri costiere e la loro storia.

13 Agosto 2013, nasce la prima torre multimediale della Sardegna.

Keyweb e PC Planet ringraziano per la preziosa collaborazione il CNR, l'Istituto ISEM, la Conservatoria delle Coste ed il Comune di Domus de Maria.
Noi realizziamo il multimediale in Sardegna:
www.keyweb.it
www.pcplanet.it



lunedì 29 luglio 2013

Hai prenotato con Groupon? preparati all'overbooking. Il turismo calpestato

Capire il crowdsourcing
Come ogni anno la Sardegna turistica (e mai quella delle alte sfere amministrative, che si perde in figuracce con Grana Padano) lotta per portare i turisti negli hotels. Ma in qualche resort di San Teodoro ( l'ottimo Resort Grande Baia, struttura con la quale ho peraltro collaborato) si è creato il paradosso di Groupon, vedremo sotto perchè paradosso (o anche di Phone&Go se preferite); preferisco dare i nomi alle cose, visto che non siamo a colpevolizzare nessuno, ma a cercare di spiegare i limiti di un sistema Turismo alla frutta, dove gli stessi manager si prendono grandi rischi, pur di riempire gli hotels con i coupon.

Hai comprato un buono in gruppo (crowdsourcing) su Groupon per la tua vacanza in Sardegna ed hai giustamente fatto un evidente affare, non sei un pollo (perchè mai acquistare su internet al 50% dovrebbe essere da polli?, pollo è chi non lo sa fare).

Sei Groupon, the money-saving website, al di là delle critiche sul tuo business model, fai bene il tuo lavoro di pubblicità locale.

Due parole sulla piattaforma Groupon, per spiegare cos'è. Da un lato ci sono i consumatori locali che acquistano i coupon, dall’altra, i commercianti locali: hotel, ristoranti, centri benessere, imprese, servizi. In questo modello di business, i commercianti non sono partner di Groupon, ma sono veri clienti, infatti, non hanno un’offerta accessoria a quella di Groupon, ma sono i protagonisti del modello. Tolti i commercianti la piattaforma non funziona.

Groupon viene visto dai commercianti come un potente (e nuovo!) strumento di pubblicità locale, i cui costi sono sostenuti solo per clienti acquisiti. La relazione di CRM è chiaramente basata sul risparmio, sul low cost e sulla fiducia (trust) che il brand Groupon ha costruito, facendo da garante per le offerte proposte.

Quindi l'overbooking in hotel è colpa di Groupon o di chi non conosce (e non studia gli strumenti che usa, CLTV compreso) in hotel il funzionamento di Groupon? lascerei da parte i consumatori, che del giallo, mi sembrano i sicuri innocenti.

Concludendo, le offerte attraverso Groupon generano perdite consistenti (si viaggia sul 25% dei ricavi standard). Il potente advertising di Groupon permette di allargare la base clienti, ma può distruggere i profitti se un commerciante non avesse già progettato azioni per massimizzarne i ritorni.

Il paradosso per il resort è completo. Ha generato perdite coi coupon, ha generato sfiducia nei clienti vittima di over booking, si è fatto cattiva pubblicità (leggere su TripAdvisor) e ha dato impressione di una precaria gestione di marketing.

www.keyweb.it, il marketing intelligente per il tuo e-business in Sardegna.

giovedì 25 luglio 2013

SEO per siti web multilingua: russo e altro

Nell'applicazione di tecniche SEO su siti web multilingua e in particolare, quando l'ottimizzazione SEO è su un sito in russo, ci sono molti fattori da considerare e la localizzazione è un elemento fondamentale.

yandex
Mentre per lingue come il francese, inglese e il tedesco è ancora possibile applicare strategie SEO simili, con Google che rimane il motore di ricerca numero uno per questi paesi, quando la realizzazione del un progetto SEO è in russo o cinese, occorre indirizzare gli sforzi in altre direzioni, in quanto Google non è il motore di ricerca di riferimento per quei paesi. Quando ottimizziamo un sito per il mercato russo, la preoccupazione principale sarà quella di utilizzare tecniche di SEO che funzionino su Yandex, ma anche su Google.ru. Nel corso degli anni passati, Google ha accusato problemi sul mercato russo, cosa che ha spinto gli utenti web all'utilizzo di Yandex, che è il leader dei motori di ricerca russi, con una quota di quasi il 70% del mercato in Russia.

Perché Yandex utilizza la lingua russa meglio di Google?
Non sono certo i caratteri cirillici che creano problemi a Google, pur essendo una limitazione. La problematica sta più all'interno della struttura linguistica russa. La parte critica si trova all'interno delle desinenze delle parole in russo. Google ha investito molto dal 2008, tuttavia, è ancora in ritardo.

Yandex si avvale di tecniche di apprendimento automatico, in base al quale poi, le persone incaricate di esaminare i siti giudicano e determinano le SERP. MatrixNet di Yandex è il metodo di apprendimento automatico, che permette di generare il ranking con fattori molto complessi. Questo è il nostro competitor principale, quando andiamo a formulare la strategia SEO per un sito in russo.


Direi di ricordare sempre di:
  • Avere un sito di qualità
  • Assicurarsi che il sito abbia contenuti unici e scritti bene
  • Avere link di buona qualità che puntino al sito
  • Yandex non è "come Google" ed i link a pagamento, vengono tollerati
  • Puntare tutto sul creare grandi quantità di contenuti

 Scopri keyweb, tutta sostanza di web marketing.

giovedì 27 giugno 2013

E-commerce strutturati Prestashop: architettura MVC e multi tier

Dati, business logic e vista completamente separati
Prendendo spunto dalla realizzazione di un sito web di e-commerce con Prestashop, è interessante esaminare l'architettura di un e-commerce strutturato in modo da capirne le potenzialità e soprattuto la scalabilità. Direi che quest'ultimo punto è molto importante per qualsiasi cliente che voglia intraprendere un'avventura di e-business.

Ormai la classica architettura client/server con i moduli separati dove allocare i dati, il core logico dell'applicazione e la sua visualizzazione all'utenza, è la più diffusa ed in particolare la 3-tier (3 livelli) è la più usata.

Ogni struttura con un midleware, la definisco a livello di ingegneria del software, molto seria e performante. Quindi un sito di e-commerce che gestisce le richieste degli utenti sul database, attraverso un middleware, è sicuramente evoluto, scalabile e stabilmente strutturato. In poche parole consigliato.

Fra le architetture multi livello (o strato, a seconda che parliamo di fisica o logica, e non sono sinonimi) mi piace sottolineare la differenza fra la diffusa MVC e la 3-tier di Prestashop. Non sono la stessa cosa. In quest'ultima architettura e-commerce il client non comunica mai coi dati, ma esiste sempre un middleware di interscambio, quindi risulta tutto un pò più imbalsamato e meno friendly. La MVC è triangolare, più flessibile e meno integralista, eppure è più vecchia di oltre 10 anni (1980, circa).

Saper realizzare buoni siti di e-commerce, passa anche da queste disquisizioni di ingegneria del software.

www.keyweb.it

martedì 7 maggio 2013

Cagliari creazione siti internet, cosa non farei mai

una scelta intelligente
Facciamo un piccolo ripasso su come procedere nella realizzazione di un sito web. Questa non è una guida per neofiti, non è un manuale per colleghi, non spiega nulla di nuovo, non svela il terzo segreto di Fatima, non insegna i trucchi del mestiere e non aiuta concretamente a realizzare un sito web a Cagliari.

Perchè a Cagliari? perchè la nostra base operativa si trova in Sardegna e non vogliamo far sapere che tutto nasce qua.

Mi rivolgo agli utenti/clienti che stanno valutando la possibilità di creare un sito web nuovo o di fare un restyling del vecchio sito web. Quale web agency di Cagliari scegliere? tutti uguali? solo una questione di prezzo? poche idee? poca professionalità? tanto parlare di fumo? tutti bravi?

Tutto vero e tutto falso allo stesso modo. Non giudicherei mai a priori.

Prima domanda: cosa stai cercando?

Caro utente/cliente fai mente locale su come vorresti essere trattato dalla web agency che curerà la realizzazione del sito internet a Cagliari. Ti aspetti solo di trattare sul prezzo o valuti le idee e il modo di lavorare nell'immediato e successivamente alla pubblicazione onle del sito web? Non faccio considerazioni sul mondo dei freelance, che è riuscito ad aggiudicarsi una discreta fetta di mercato grazie alla crisi.

Seconda domanda: quale aspettativa hai?
La creazione di un sito internet a Cagliari, in una realtà economica difficile e che accusa tantissimo la crisi generale, non può che essere una vetrina/ponte sul mondo. Cercare di attrarre contatti oltre la Sardegna, oltre Cagliari, oltre l'Italia. Utopia? no, speranza di crescita.

In qualsiasi caso io vorrei la massima qualità.
www.keyweb.it, piccoli specialisti in Sardegna realizzazione siti web

venerdì 3 maggio 2013

Come forzare all'acquisto il tuo utente e-commerce

Siti di e-commerce intelligenti
Definirei tre tipi di relazioni tra i prodotti di un sito di e-commerce, utili in questo senso:  
  • up-selling 
  • prodotti correlati
  • cross-selling di prodotti 
Durante la visualizzazione di un qualsiasi prodotto, gli Upsells del prodotto sono gli elementi che i clienti vorrebbero idealmente comprare al posto del prodotto visualizzato. Potrebbero essere per esempio di una qualità migliore, produrre un margine di profitto più alto, essere più popolari o altro. Questi solitamente li farei visualizzare nella pagina prodotto.

I prodotti correlati vengono visualizzati nella scheda del prodotto ma anche in una colonna a destra per esempio. Questi prodotti correlati sono destinati ad essere acquistati in aggiunta alla voce che il cliente sta guardando.

Infine, gli elementi cross-selling che faccio apparire nel carrello. Quando un cliente naviga verso il carrello finale al check-out, facciamo comparire un box che espone una selezione di articoli contrassegnati come cross-sell agli elementi già presenti nel carrello. Questo è l'acquisto di impulso, esattamente come le riviste o le caramelle alle casse dei supermarket.


Una piattaforma di e-commerce, realizzata con queste tre tipologie di azioni di marketing operativo, offre notevoli vantaggi al merchant e sicuramente aumenta il fatturato online del tuo sito di e-commerce. 

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info@keyweb.it

martedì 9 aprile 2013

Dopo Facebook, Google mette gli occhi su Whatsapp

E' mai possibile che un'azienda che genera 100 milioni di entrate venga valutata un miliardo di dollari? Anche Facebook, l'anno scorso, aveva pagato una cifra simile per acquisire Istagram.

Il mercato IT genera bolle speculative senza sosta.

Perchè Google sia interessata a Wap? Due direzioni, rafforzare il suo social network Google+ che è ancora nettamente secondo a Facebook e sviluppare un servizio messenger proprietario (Babble?). La corsa all'erosione del mercato sms è cominciata con Facebook ed il suo messenger, Microsoft con Skype e prossimamente Babble?

E se uscisse una multi piattaforma, veicolata da Google, che consentisse scambi multi piattaforma desktop-mobile le telco come reagirebbero?


venerdì 5 aprile 2013

Twitter e la pubblicità meno conosciuta

Survey Twitter
li oltre 400 milioni di tweets al giorno non possono lasciare indifferenti il mondo dell'advertising online e Twitter comincia ad attirare campagne di promozione. Con tweet, trends promossi e targeting profili Twitter mette a disposizione degli utenti tre interessanti strumenti per dare visibilità alla propria attività.

Quanto Twitter abbia imboccato la strada della "monetizzazione" lo dimostra la partnership stretta con Nielsen/Norman, una delle principali realtà di surviving. Si può misurare il gradimento della campagna attraverso un questionario (uno degli strumenti classici di marketing tradizionale), cercando di andare incontro alle esigenze dei marketer di misurare il ROI delle campagne.

Attendiamo oltre la beta testing.
 
be keyweb

martedì 2 aprile 2013

Perchè ti connetti con i Brand su Facebook?

Divento tuo social amico perchè
Parola d'ordine: condividere, ma anche partecipare ed interagire. I social network sono foto, video, sondaggi, tweet, stati, like, retweet, commenti, +1, pin; ma nel rapporto-interazione "azienda-utente" cosa cambia? per un brand basta esserci sui social network, lasciando l'interazione come un accessorio? sicuramente i social media contribuiscono a convertire le interazioni in conversioni per il brand, ma migliora la stima dell'utente verso quel brand?

Un'azienda ti vuole come "amico" per accrescere la tua fiducia nel brand ed in definitiva verso i prodotti proposti e questa amicizia va coltivata come nella vita reale. Ma ciò che pensa un cliente, è lo stesso che pensa un marketer?

Gli utenti si iscrivono ad una pagina di un brand per ottenere sconti o promozioni, per essere aggiornati sui nuovi prodotti e per far sapere agli altri che sono dei fan.

I marketers pensano che un utente si iscriva alla pagina del brand per i contenuti proposti, per interagire con esso e per conoscere news e nuovi prodotti.

Esiste un evidente differenza fra le motivazioni di utenti e marketers. Quindi ogni strategia di social media deve prevedere che l'attenzione dell'utente sia ricambiata con un premio, uno sconto, un coupon, una promozione riservata, un gadget personalizzato.

Come è possibile che solo meno del 10% dei brand (e per la maggior parte extra europei) proponga ai propri "social amici" un regalo?

Meditare.

www.keyweb.it

mercoledì 13 marzo 2013

Semantica, Schema.org e microdati

Quando entri in un sito web dopo aver fatto una ricerca su un motore, ti rendi conto subito se il contenuto che hai davanti è davvero ciò che cercavi. Uno spider o crawler dei motori di ricerca, quando naviga in un sito è abbastanza passivo (e come non potrebbe essere così), rispondendo a regole e parametri che determinano un punteggio. Un software ovviamente non sa di cosa si sta parlando nella pagina e nemmeno sa determinare quale siano le informazioni più importanti, da un punto di vista semantico, per gli utenti.

Questa differenza, spiega di riflesso che cosa sia la semantica.

La semantica ci aiuterà a cercare velocemente
Una vera ricerca semantica permetterebbe a Google, Yahoo e Bing di mettere in relazione le richieste degli utenti con dati, informazioni, posti e persone opportunamente marcati semanticamente con dei microdati.

Già da un anno circa Google, Bing, Yandex e Yahoo hanno sottoscritto un progetto chiamato Schema.org per condividere un markup semantico che permetta ai webmaster di utilizzare tag comuni per markuppare le loro pagine in modo univocamente riconosciuto dal motore di ricerca
 
Dare un senso compiuto ai dati raccolti durante la spiderizzazione.

I microdati (supportati pienamente in HTML5) permettono inserire informazioni di tipo semantico/significante dentro le pagine web.

I SEO guru/manager si rilassino, perchè al momento l’impatto sul SEO dei siti web non è certo e Google stesso non ha ancora reso noto quanto questi marcatori semantici influiscano sul ranking di un sito. Io credo che se i Motori di Ricerca hanno aderito a Schema.org, i microdati hanno un ruolo importante e i rich snippet sicuramente interagiscono col CTR di Adwords.

Chi utilizza CMS open source Drupal, Wordpress, Joomla può facilmente allinearsi con i rich snippet attraverso appositi plugin che taggano il contenuto delle singole pagine web. Il vantaggio? Per esempio si occupa un'area più grande nei risultati di ricerca, in quanto lo snippet viene arricchito con link e dati di che catturano l'interesse di chi ha effettuato la ricerca.

venerdì 8 marzo 2013

Essere autoreferenziali in Sardegna paga molto, forse troppo

www.keyweb.it
Quasi tutti i media sono autoreferenziali, quasi tutti i politici sono autoreferenziali, i freeelance sono autoreferenziali, i pubblicitari sono autoreferenziali per definizione.

Autoreferenziale è chi parla bene di se, delle proprie capacità, esaltando le proprie doti.

Siamo di fronte a messaggi auotreferenziali sulle pagine pubblicitarie dei giornali, sui maxi cartelloni pubblicitari, negli spot televisivi, in radio, sui siti web (siamo il miglior tour operator, siamo la miglior web agency), siamo quasi sempre di fronte a messaggi autoreferenziali.

Là dove c'è meno strumento culturale e limitate classi di giudizio per valutare un valore, l'autoreferenzialismo readica e profilefera meglio. Nonostante che i politici siano super referenziali (e presenzialisti, sopratutto in campagna elettorale) ed i media siano i mezzi di comunicazione autoreferenziale a diffusione di massa, tutto ciò non paga più.

Gli utenti sono stufi delle parole e la credibilità non si inventa con le parole. Promettere e non mantenere è la regola diffusa, quasi accettata dal meccanismo commerciale.

Ma se non fosse tutto così?

Noi di Keyweb ci mettiamo la faccia, sempre e comunque. Nasciamo in un momento difficile (da pazzi), ma lo facciamo con passione, coscienza e qualità.

Offramo qualità nel web, nella comunicazione e nel marketing. In Sardegna ai tempi dell'autoreferenzialismo, deve pagare per forza.

giovedì 7 marzo 2013

Come migliorare velocemente il tuo e-commerce

Un sito di e-commerce (o anche booking online) deve vendere, ma spesso per raggiungere lo scopo si pensa solo al web marketing, alle landing pages, ad Adwords, dimenticandoci che prima di tutto parliamo di un modello di e-business.

Mille e-commerce sbagliati
Quindi prima di tutto miglioriamo la nostra piattaforma di e-commerce, anche se mi verrebbe da essere più drastico e dire miglioriamo la nostra idea di e-business; perchè spesso è proprio la strategia di business che ha grosse falle.

Vediamo cosa ottimizzare nel sito web e migliorare l'usabilità dell'e-commerce.
  • Rassicura il tuo potenziale cliente in ogni azione che fa. Il classico dubbio è sempre sulla sicurezza del sito per lasciare la carta di credito. Certificazioni e certificati di sicurezza sono fondamentali.
  • Personalmente preferisco un carrello elettronico che permetta di fare acquisti senza effettuare una registrazione.
  • Se preferisci la registrazione obbligatoria, dai un motivo valido per farla, tipo un coupon di sconto o la possibilità di gestire il proprio account.
  • I coupon sono sempre ben accetti e danno motivazioni al cliente
  • In fase di acquisto mostrare il riepilogo di quello che l'utente sta acquistando, quindi un carrello elettronico sempre visibile è utilissimo.
  • Preferisco procedure di acquisto con pochi click. L'utente in alcuni settori, deve effettuare un acquisto emozionale quindi ogni click è prezioso.
  • Un numero di telefono per l’assistenza clienti è assolutamente necessario. Durante un acquisto può succedere di tutto e anche dopo l'utente deve poter chiamare per informazioni. 
  • Non forzare il cliente ad immettere tantissime informazioni in modo complicato. La compilazione dei campi deve essere semplice e controllata da validatori. 
  •  Dare la possibilità di inserire un indirizzo di spedizione differente dall'indirizzo di fatturazione e permettere di copiare i dati, senza ridigitare i dati.
  • Un buona thank you page che dia al cliente la certezza di essere in uno shop strutturato, ma ancor di più di aver acquistato da un'azienda seria.
by www.keyweb.it

Adwords per principianti

Saper analizzare le chiavi di ricerca
Prendiamo una piccola attività commerciale che decide di sfruttare la visibilità su Internet ed allargare il proprio giro di contatti. Pianifichiamo una campagna di Adwords con semplici regole e qualche conoscenza di Social Media Marketing, Google Trends, Keyword Research Tools ed ottimizzazione del sito web.







  1. In un incontro, parlare ed analizzare il lavoro dell'attività
  2. Scegliere le parole chiave possibili per il settore dell'attività 
  3. Determinare la popolarità e il punteggio di concorrenza di ciascuna delle parole chiave
  4. Scoprire e ricercare altre utili parole chiave correlate
  5. Controllare con Google Trends le prospettive e le proiezioni delle chiavi di riferimento
  6. Fare qualche ricerca su come la parola chiave viene utilizzata nelle conversazioni che avvengono sui social network
  7. Fare qualche ricerca competitiva e individuare le parole chiave dei siti concorrenti
  8. Restringere a poche chiavi di ricerca l'azione di ottimizzazione sul sito web
  9. Scegliere una buona Agenzia SEO, serie e competente
  10. Diffidare da chi promette risultati SEO garantiti ed a basso costo    
Chiedici un consiglio
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mercoledì 27 febbraio 2013

Qual'è il futuro del web design?

Faccio alcune premesse e fisso dei punti.
  • Sono ormai molto diffusi i sistemi di gestione dei contenuti che permettono agli utenti di basso livello di realizzare siti web, anche senza scrivere codice. I vari CMS open source (Drupal, Joomla, Wordpress) permettono ottimi e stabili risultati.
  • Gif animate e colori senza senso sono in via di estinzione
  • I siti in Flash, salve rare occasioni, stanno scomparendo, lasciando spazio a siti dinamici, gestibili e usabili. Tantissime animazioni possono essere realizzate in HTML5, con Scriptaculous, CSS3 e altre soluzioni. Ricordo che Flash era la scoperta del secolo.
  • Si va verso una migliore realizzazione dei siti web con i fogli di stile separati e un minimo di attenzione al multi browsing. Se solo si facesse attenzione anche al multi device, sarebbe un bel passo avanti.
Personalmente ritengo che tutti questi passaggi abbiano un effetto positivo sulla qualità media generale dei siti web che incontriamo sulla nostra navigazione. Anzi credo che per i web designer sia uno stimolo molto interessante a conoscere meglio il web e le potenzialità di alcuni strumenti (CSS3 e HTML5 su tutti). Credo che la strada sia una forte specializzazione ed una professionalità e competenza tecnica di più alto livello. Un web designer non può non conoscere le problematiche di programmazione codice.

La cosa che mi piace sottolineare è che nel settore del web design le grandi multinazionali non hanno sviluppato monopolio, al contrario le comunità Open Source, dove tutti sono autori e fruitori della tecnologia, hanno di fatto dettato gli standard CMS. Credo nelle boutique creative, dove 3/4 figure altamente specializzate sono in grado di realizzare comunicazione, programmazione e design di qualità.

martedì 26 febbraio 2013

Un logo bello non nasce a caso

Parto col dire che troppi grafici improvvisati propongono di realizzare loghi, con l'effetto di scontentare sempre il committente e di far sorridere un professionista di settore. Un logo non nasce dall'improvvisazione, quasi mai.

Prendiamo Apple, la terza versione del logo della mela morsicata. La perfezione non è casuale, infatti i cerchi che vediamo tracciati e che delineano il logo, sono legati alla sequenza di Fibonacci, alla costante di Fidia (1.61803398874989..........), ecc.



Caro cliente, realizzare comunicazione e un buon logo, non deve obbligatoriamente passare da tutto questo, ma nemmeno da un copia/incolla delle forme di Photoshop.

Meditate logo designer, meditate.

sabato 23 febbraio 2013

Questo sito web non è una brochure

Punto primo, un sito web non è una semplice brochure, ma uno strumento di comunicazione dinamico, altamente informativo e facilmetnte fruibile. Punto secondo, un sito web è utilizzato dagli utenti e per questo deve essere usabile su tanti dispositivi, veloce al caricamento delle pagine, compatibilità con diversi browser e (non guasta mai) ottimizzato per i motori di ricerca.

I template grafici preconfezionati?
Lasciateli ai disperati del web, un sito deve essere comunicativo, deve rappresentare bene ciò che fate e siete. Il sito presenza è morto. Si può fare una buona comunicazione a costi ridotti, basta avere idee.

Anche il copia-incolla dei testi è veramente deleterio.
Scrivere i contenuti del proprio sito web significa renderlo unico ed essere sicuri di raggiungere gli utenti giusti e realizzare i propri obiettivi. ermo.

Scegli bene il tuo target
La parola d'ordine è PERSONALIZZARE sempre e tutto.


Come in mille altre situazioni, mi sento di dire che il problema spesso è conoscere il proprio target.
Voglio sottolineare che il primo passo per avere un sito con un carattere e ritagliato sull'utente, è analizzare il target e gestire le informazioni che abbiamo.

ANALISI prima di tutto.

Lingua, provenienza geografica, device utilizzato, abitudini orarie, fascia di età, metodo di navigazione, prodotti richiesti, servizi ricercati, concorrenti. Sapete leggere Google Analytics e ne ricavate informazioni utili?

Un sito web non è una brochure che consegnate a chi volete voi.
Un sito web va targettizzato prima.
Un sito web è una risorsa.


keyweb.it